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SELF BEAUTY è un'isola dì luce benefica per tonificare, donare luminosità e attenuare le rughe del viso, collo e decolleté e ridurre le macchie cutanee, borse e occhiaie, couperose esiti cicatriziali

SELF BEAUTY ha trattamenti specifici indicati per pelli impure, arrossate e sensibili e trattamenti tricologici per - nomalie del cuoio capelluto e dei capelli - capelli deboli, grassi, caduta eccessiva, forfora, cute arrossata...

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Se è vero vero che il riposo è la migliore cura di bellezza per il viso, è anche vero che non basta a nascondere le OCCHIAIE e le BORSE. La pelle del contorno occhi è più delicata, meno spessa e le creme normalmente utilizzate per il viso sono troppo aggressive e pesanti per questa zona, che richiede prodotti specifici. Se per curare le BORSE e le OCCHIAIE, oltre alla crema, facciamo dei trattamenti mirati per migliorae lo sguardo, i risultati saranno ancora più visibili. Ecco perchè gli infrarossi, che hanno una azione drenante-detossinante-ossigenante possono "sgonfiare" le BORSE drenando i liquidi in eccesso, poichè è accertato che il ristagno del flusso sanguigno rappresenta un fattore determinante nella formazione delle OCCHIAIE.

Infrarossi & bellezza

Fotoattivazione, fotomodulazione e fotobiomodulazione sono tre termini analoghi con i quali si indica una recente tecnica di stimolazione cellulare, attuata tramite una luce emessa da una sorgente laser a diodi che non emette calore. Cercando su qualsiasi motore di ricerca o su un dizionario tecnico scientifico, ci si accorge subito che, in senso allargato, con il termine Fototerapia s'intende l'applicazione di qualsiasi dispositivo che produce una luce utile nel campo medico e chirurgico. Questo concetto che fino a qualche anno fa sarebbe certamente bastato, oggi appare però insufficiente a descrivere tutto ciò che con la luce si può fare in campo biologico, medico e chirurgico. Infatti, sarebbe perlomeno necessario distinguere fra una foto-chirurgia distruttiva e invasiva e una fototerapia atermica e non-invasiva, quella che più recentemente viene definita con un termine molto appropriato: fotobiomodulazione. Quest'ultima, a differenza delle altre fototerapie (v. laser ablativi, IPL e laser non-ablativi) che per ottenere il risultato clinico desiderato si avvalgono di un programmato e volontario danno termico, è una applicazione della fototerapia che si caratterizza per l'uso di luci atermiche che non provocano alcun danneggiamento alle cellule del tessuto target. A differenza dei laser, della luce pulsata o della radiofrequenza, i LED dei dispositivi di fotobiomodulazione liberano energia a bassa intensità, senza effetti termici, senza ablazione della superficie cutanea. La fotobiomodulazione fornisce, infatti, a livello cellulare l'energia necessaria perché abbiano luogo una serie di reazioni differenti: cellule danneggiate o compromesse possono essere riparate; cellule mitotiche possono essere indotte a un livello maggiore di replicazione; oppure cellule con funzioni specifiche eseguono il loro compito in modo più veloce ed efficiente. Ma come succede tutto ciò? I fotoni emessi dalla luce con lunghezze d'onda specifica per le cellule bersaglio, stimolano dei fotorecettori o dei substrati cellulari provocando una catena di reazioni biochimiche o biofisiche che portano a una risposta cellulare, detta biostimolazione specifica. Qualcuno potrebbe obiettare che anche i laser con una particolare frequenza possano dare gli stessi risultati, ma è pur sempre vero che per esercitare un'azione atermica sul tessuto target essi devono essere disposti per emettere una bassa intensità di fotoni e comunque presentano il grande limite di poter trattare solo piccole aree per volta richiedendo un notevole dispendio di tempo e di lavoro da parte di un operatore qualificato. Lo sviluppo della fotobiomodulazione è legato allo sviluppo recente di una serie di fonti di luci non-laser rappresentata dai Light Emitting Diodes. L'uso in campo medico dei LED è stato reso possibile solo alla fine degli anni '90 grazie alla nascita di LED superpotenti e quasi-monocromatici da parte del dr. Whelan e del suo gruppo di ricercatori. della NASA. Partendo da questa innovazione tecnologica, la ricerca è stata in grado di sviluppare Led con differenti lunghezze d'onda e con una densità di fotoni clinicamente utili per il trattamento di un'area estesa del tessuto target senza necessità di un operatore durante la sessione di trattamento.

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